lunedì 6 novembre 2017

MIND GAMES



Il mito vanitoso
affogò in uno specchio di superbia
(Narciso improvvido)
per afferrare la propria bellezza.
Io (al contrario) rifuggo lo specchio 
che riflette il mio volto
incapace di accettare che quel viso da bimbo
che ancora sento mio
abbia avuto i lineamenti mutati e deformati 
dai troppi personaggi
che (complice inconsapevole)
ho lasciato che altri mi cucissero addosso
pensando (ingenuo) di poter
interpretarli tutti
senza mutare

4 commenti:

  1. Bello! Un modo elegante di attirare l'attenzione su un lato nascosto di ogni essere umano - il desiderio di accontentare tutti e di apparire così come ti vedono o ti vogliono vedere gli altri. Non è bello amarsi troppo come fa un narcisista, finire a passare i giorni in intimità con uno specchio, ma neanche passare una vita ad interpretare personaggi che non ti si addicono. Sono due modi di esistenza inutili, uno spreco di tempo. Oppure no. Purtroppo (o per fortuna) la perfezione non esiste e ognuno la interpreta a modo suo. :D

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  2. Conosco le certezze dello specchio
    e il fatto che da quelle non si scappa
    e ogni giorno mi è più chiaro
    che quelle rughe sono solo
    i tentativi che non ho mai fatto
    siamo chi siamo
    Ligabue

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  3. La verità è che gli altri vedono ciò che NOI decidiamo di mostrare.
    Nessuno ci obbliga a vestiti che ci stanno stretti, a panni che non vogliamo.
    Ognuno di noi decide ciò che vuol essere davanti al mondo. Mi rendo conto che l'alibi di dare sempre a terzi la colpa è comodo, caldo e rassicurante. Ma arriva il tempo in cui i conti con se stessi bisogna farli. E fa male rendersi conto di come la realtà sia ben diversa. I personaggi li hai costruiti tu e solo tu. Il copione è tuo come tua e personale la recitazione...ben riuscita, perfetta, fino a quando qualcuno si accorge che è solo teatro, che quello che ha visto non è nulla di vero, ma solo abile trucco.

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  4. "C'e' qualcuno?", ed Eco risponde: "Qualcuno". Lui si meraviglia, e cercando con gli occhi da tutte le parti grida a gran voce "Vieni!" E lei chiama lui che la chiama. Egli si guarda dietro le spalle, e poiche' anche questa volta nessuno viene fuori, "Perche' - dice - mi sfuggi?", e quante parole pronuncia, altrettante ne riceve. Insiste, e smarrito dal rimbalzare della voce dice: "Qui riuniamoci!", ed Eco, che a nessun suono mai risponderebbe piu' volentieri, "Uniamoci!" ripete. E decisa a far come dice esce dal bosco e si fa avanti per gettargli bramosamente le braccia al collo. Lui fugge, e nel fuggire: "Giu' le mani, non mi abbracciare! - esclama. - Preferisco morire piuttosto che darmi a te!" Eco non risponde altro che "Darmi a te!"
    Disprezzata essa si nasconde nei boschi occultando dietro le frasche il volto per la vergogna". (Ovidio, Le metamorfosi).
    Povera Eco. Così debole da non riuscire a rendersi conto che non si può vivere di luce riflessa. Rifiutata da Narciso (troppo preso da se stesso e dalla sua bellezza, sprezzante e vanitoso),si chiude nella sua grotta per morire. Narciso che come predetto dall'oracolo alla madre "vivrà fino a quando non conoscerà se stesso" . Due tristi personaggi.

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